Radicchio di Treviso
Radicchio di Treviso — foto: Michel Chauvet · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

La cucina trevigiana nasce dall'incontro di tre ambienti diversi: la pianura ricca d'acqua, le colline e la montagna del Grappa. È una cucina di campagna, che ha saputo trasformare ingredienti semplici in piatti di grande carattere e che segue ancora le stagioni. Se soggiornate da queste parti, conviene conoscere almeno quattro nomi, ognuno con la sua storia.

Il radicchio rosso di Treviso IGP

È il prodotto simbolo della Marca. La sua origine esatta resta incerta, ma la storia moderna è ben documentata: si fa risalire all'agronomo Giuseppe Benzi la prima mostra dedicata a questo ortaggio, tenuta a Treviso nel dicembre del 1900. L'indicazione geografica protetta è arrivata nel 1996, con il regolamento europeo n. 1263/96.

Il disciplinare distingue due tipi:

  • Il precoce, dal cespo voluminoso e allungato, si raccoglie a partire dal 1° settembre e matura direttamente in campo.
  • Il tardivo, raccolto a partire dal 10 ottobre, è il più celebre: dopo la raccolta i cespi vengono posti in acqua corrente di risorgiva, al buio, e la forzatura e l'imbianchimento danno alle foglie il rosso vinoso intenso e alla costola bianca una consistenza croccante e un gusto gradevolmente amarognolo.

La zona di produzione del tardivo comprende comuni delle province di Treviso, Padova e Venezia, e il periodo migliore per gustarlo è l'inverno. In tavola si incontra al forno, ai ferri, nel risotto o crudo in insalata. Non va confuso con il Radicchio Variegato di Castelfranco, anch'esso IGP, dall'aspetto delicato e screziato.

Il tiramisù

Il dolce italiano forse più conosciuto al mondo è legato a Treviso. La versione oggi nota si fa risalire a un ristorante del centro storico, dove prese forma tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta del Novecento, grazie alla padrona di casa e al pasticcere; nel 2010 quella ricetta è stata depositata presso l'Accademia Italiana della Cucina. Gli ingredienti sono pochi: tuorli montati con lo zucchero, mascarpone, savoiardi bagnati nel caffè e cacao amaro.

La paternità, va detto, è contesa. Il Friuli Venezia Giulia rivendica precedenti a Tolmezzo e nel 2017 ha ottenuto l'inserimento del tiramisù fra i propri prodotti agroalimentari tradizionali, suscitando la reazione del Veneto. Una disputa che appassiona i buongustai e che non toglie nulla al piacere di assaggiarlo qui, nella città che lo ha reso famoso.

La sopa coada

Meno nota del tiramisù, è forse il piatto che dice di più sulla Marca antica. Si tratta di un piatto di pane raffermo disposto a strati con carne di piccione cotta nel vino e formaggio grattugiato, bagnato con il brodo e lasciato cuocere lentamente in forno per ore. Il risultato sta a metà tra una zuppa e un tortino salato. Il nome viene comunemente inteso come "zuppa covata", per via della lunga cottura al coperto. Oggi non si trova ovunque, perché richiede tempo: se la vedete in un menu, vale la pena assaggiarla.

I formaggi del Grappa

Salendo verso il massiccio del Grappa, la tavola cambia. In estate, nelle malghe, si producono due formaggi storici. Il Morlacco, a latte vaccino, è legato ai pastori e ai boscaioli che si stabilirono sul Grappa ai tempi della Repubblica di Venezia: un formaggio un tempo povero, ricavato dal latte scremato, oggi tutelato da un Presidio Slow Food. Il Bastardo del Grappa, prodotto da giugno a ottobre con latte parzialmente scremato, deve il nome con ogni probabilità alla sua lavorazione ibrida tra due tipologie di Asiago, e può stagionare anche oltre l'anno. Li troverete nelle malghe e nelle latterie della zona durante la stagione di alpeggio.

Da assaggiare e da portare a casa

Molti di questi prodotti si trovano nei mercati e nelle botteghe del territorio, e la Coop è a circa 5 minuti a piedi da Casa Elsa per tutto il resto. Con la cucina attrezzata dell'appartamento potete provare un risotto al radicchio d'inverno o una semplice tavola di formaggi del Grappa con un calice di vino dei colli: un modo tranquillo per portare la Marca nel vostro soggiorno, senza dover uscire ogni sera.

Il vostro soggiorno a Casa Elsa

Un raffinato appartamento di 105 m² a Montebelluna, con tre camere per un massimo di 4 ospiti, a pochi passi dal centro e a cinque minuti a piedi dalla stazione.